Luogo

Teatro Massimo Bellini
Via Giuseppe Perrotta, 12, Catania, 95131 CT, Italia
Categoria

Data

Mar 16 2018 - Mar 23 2018

La Traviata

Melodramma in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave

Musica di Giuseppe Verdi

Personaggi e interpreti
Violetta Valéry Daniela Schillaci
Claudia Pavone (17, 20, 22)
Flora Bervoix Sabrina Messina
Annina Carmen Maggiore
Alfredo Germont Javier Palacios
Giuseppe Talamo (17, 20, 22)
Giorgio Germont Piero Terranova
Francesco Verna (17, 20, 22)
Gastone Riccardo Palazzo
Barone Douphol Angelo Nardinocchi
Marchese d’Obigny Gianluca Tumino
Dottor Grenvil Dante Roberto Muro
Giuseppe Filippo Micale
Domestico di Flora Salvatore Di Salvo
Commissionario Salvatore Di Salvo

Orchestra e Coro del Teatro Massimo Bellini

Direttore Jordi Bernàcer
Maestro del coro Gea Garatti Ansini

Regia Mario Pontiggia
Scene Francesco Zito e Antonella Conte
Costumi Francesco Zito
Movimenti di scena Giuseppe Bonanno
ripresi da Alessandra Cardello
Luci Bruno Ciulli
Assistente costumista Chicca Ruocco

Allestimento della Fondazione Teatro Massimo di Palermo

Con sopratitoli in italiano e in inglese
a cura di Prescott Studio, Firenze,
con Inserra Chair (Montclair State University) e ICAMus, USA

Durata: 3 ore (con due intervalli)

Prima rappresentazione
Venerdì 16 marzo 2018 ore 20,30 (Turno A)

Repliche
Sabato 17 marzo 2018 ore 17,30 (Turno R)
Domenica 18 marzo 2018 ore 17,30 (Turno D)
Martedì 20 marzo 2018 ore 17,30 (Turno S1)
Mercoledì 21 marzo 2018 ore 20,30 (Turno B)
Giovedì 22 marzo 2018 ore 17,30 (Turno S2)
Venerdì 23 marzo 2018 ore 17,30 (Turno C)

Prima rappresentazione

16 Marzo (Turno A)

Repliche

17 Marzo (Turno R)

18 Marzo (Turno D)

21 Marzo (Turno B)

23 Marzo (Turno C)

Capolavoro indiscusso del teatro musicale dell’Ottocento, La traviata, terzo e ultimo titolo della “trilogia popolare” di Giuseppe Verdi, ritorna sulle scene del Teatro Massimo Bellini di Catania dopo neanche un lustro dall’ultima edizione: a calcare il palcoscenico, allora come ora, è il soprano Daniela Schillaci, catanese di origine ma ormai applaudita in tutto il mondo, che così festeggia i suoi primi vent’anni di carriera. Ma è strettamente legata all’immaginario isolano anche l’intera produzione, firmata dall’argentino Mario Pontiggia, che il Teatro Massimo di Palermo ha varato appena l’anno scorso, e che celebra una delle pagine più gloriose della Belle Époque siciliana: fili di perle ed aigrettes di piume trasportano la vicenda della cortigiana parigina a Palermo, nell’età dei Basile, tra gli affreschi di Ettore De Maria Bergler e il modernariato degli arredi di Vittorio Ducrot, dove brilla incontrastato il fascino di donna Franca Florio, soprannominata “la regina di Sicilia”, “Stella d’Italia”, addirittura “l’Unica” da Gabriele D’Annunzio. Sul podio una presenza significativa quale quella di Jordi Bernàcer, da tre anni resident conductor alla San Francisco Opera, già assistente di Lorin Maazel e specialista del melodramma italiano dell’Ottocento.

Opera popolarissima nonostante i contrastati esordi al Gran Teatro La Fenice di Venezia, dove debuttò il 6 marzo 1853, La traviata è tratta da La Dame aux camélias, romanzo (1848) quindi testo teatrale (1852) di Alexandre Dumas figlio, in cui viene rievocata la vicenda, in gran parte autobiografica, della tormentata passione che aveva legato il giovanissimo scrittore francese a Marie Duplessis, leggendaria protagonista delle notti parigine, nota per la sua sfolgorante bellezza come per la morte prematura, avvenuta all’età di soli ventitré anni. Per Verdi, coinvolto e folgorato dalla creazione di Dumas, diventa l’occasione per creare un altro indimenticabile ritratto – dopo quelli del gobbo protagonista di Rigoletto e della zingara Azucena nel Trovatore – in cui la purezza dei sentimenti apertamente contrasta con la difformità fisica o con lo stato di peccato, condannato dalla morale borghese dell’epoca. Un’opportunità immediatamente colta per scardinare la sintassi dell’opera italiana, favorendo un flusso narrativo libero e inarrestabile, termometro sensibile di un amore travolgente, «croce e delizia», trepidante palpito «dell’universo intero».