“Viva la mamma” di Donizetti per farci sorridere

“Viva la mamma” di Donizetti per farci sorridere

Continua il suggestivo viaggio di “Teatro Bellini Story”, il ciclo di opere in streaming del Teatro Massimo Bellini di Catania che sta accompagnano gli appassionati d’opera in queste settimane di emergenza sanitaria. Ancora una volta #restiamoacasa in compagnia di titoli eccezionali, vere rarità che hanno caratterizzato la produzione artistica dell’Ente.

Non poteva quindi mancare all’appello “Viva la mamma ossia le convenienze ed inconvenienze teatrali”, opera farsesca di Gaetano Donizetti che vide la sua unica messa in scena a Catania nel 2011 e che verrà riproposta in diretta streaming mercoledì 29 aprile alle 18:30.

Diretta da Beppe De Tomasi, con la vivace direzione d’orchestra di Will Humburg, “Viva la mamma” vede come assoluto mattatore il baritono Simone Alaimo nei panni di “Mamma Agata”, in uno spassoso ruolo “en travesti”.

Ironiche e brillanti sono anche le interpretazioni dei personaggi femminili di Daria (Stefania Bonfadelli), Luigia (Graziella Alessi) e Dorotea (Caterina d’Angelo), e dei personaggi maschili di Guglielmo (Angelo Villari), Procolo (Francesco Vultaggio), Biscroma (Giuseppe Esposito), l’impresario (Armando Ariostini), Prospero (Alberto Tomarchio) e del Direttore (Tino Rametta).

 

Conosciuta nell’800 con il titolo “Le convenienze ed inconvenienze teatrali”, l’opera di Donizetti è stata riscoperta nel ‘900 e riproposta come “Viva la mamma” per sottolineare il ruolo di protagonista del personaggio di Mamma Agata.

Il libretto, ispirato a due commedie di Simone Sografi dal titolo “Le convenienze” e “Le inconvenienze teatrali”, fu realizzato dal poeta napoletano Domenico Gilardoni.

L’opera fu rappresentata per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli con dialoghi in prosa e in dialetto napoletano, in un “divertissment” musicale fatto di citazioni, ironiche variazioni e arie tratte dalle opere di noti compositori, e di Donizetti stesso.

Perfetto esempio di “teatro nel teatro”, poiché mette in scena l’allestimento di un’opera seria secondo un “cliché” ampiamente diffuso nella tradizione teatrale italiana, la versione proposta al “Bellini” nel 2011 vede una nuova redazione dei dialoghi in dialetto siciliano a cura di Beppe De Tomasi e Dino Gentili.

Come ci ricorda Simone Alaimo, “la mamma di tutte le opere buffe si erge, buffissima, su tutte”. Per farci sorridere.