“LA SERVA PADRONA” DI PAISIELLO: UN APPUNTAMENTO DA CONDIVIDERE GRANDI E PICCINI

“LA SERVA PADRONA” DI PAISIELLO: UN APPUNTAMENTO DA CONDIVIDERE GRANDI E PICCINI

Gettonatissimo dagli amanti del melodramma, il ciclo Teatro Bellini Story prosegue anche nella fase 2 di convivenza con il Covid19.
Il prossimo appuntamento è per domenica 10 maggio alle ore 18.30, con un delizioso quanto raro allestimento prodotto e videoregistrato nel 2004 dal Teatro Massimo Bellini. Si tratta dell’operazione meritoria con cui l’ente, sedici anni fa, mandò in porto il primo video mai realizzato dell’operina “La serva padrona”, esilarante intermezzo in due parti musicato da Giovanni Paisiello su libretto di Gennaro Antonio Federico, lo stesso che mezzo secolo prima aveva ispirato l’omonimo capolavoro di Giovanni Battista Pergolesi.
Lo spettacolo, in programma al Teatro Sangiorgi, era stato destinato alle scuole oltre che al pubblico adulto. Cosa c’è di meglio che rivederlo oggi in famiglia, genitori e figli, nonni e nipoti, grandi e piccini, mantenendo le distanze ma tutti davanti allo schermo?
L’edizione catanese vede sul podio il maestro Marco Zuccarini. Serpina è il soprano Gabriella Colecchia, Uberto il baritono Tiziano Bracci, mentre il ruolo mimico di Vespone è rivestito da Gianni Salvo, colonna del teatro non solo siciliano, che firma anche la regia. Prologo e congedo sono scritti dal prestigioso musicologo Piero Rattalino, allora direttore artistico dell’ente. Le scene sono di Salvo Tropea, i costumi di Alessandra Gramaglia, le luci di Salvatore Da Campo.

🎭 E veniamo a qualche particolare della “Serva” paisielliana, composta durante la permanenza dell’autore a San Pietroburgo. L’opera andò infatti in scena la prima volta nel settembre 1781, nella residenza estiva della Corte dell’imperatrice Caterina II a Tsarkoe Selo, in occasione dell’onomastico del granduca Alessandro, di appena quattro anni.
Paisiello aggiunse una nuova aria per la protagonista “Donne vaghe, i studi nostri”, traendo i versi da “Le virtuose ridicole” di Goldoni e Galuppi. E inseri altresì due duetti, per il testo dei quali ripescò probabilmente materiale non utilizzato del libretto.
E mentre Pergolesi aveva previsto un organico orchestrale di soli archi, Paisiello inserisce con dovizia gli strumenti a fiato.
Sul piano della drammaturgia, la comicità è meno “napoletana” e più stilizzata, ed è co che in Serpina il piglio aggressivo cede il passo alla sensualità.
La trama è arcinota e ruota intorno alle quotidiane, ma – sotto sotto – affettuose baruffe tra il ricco e maturo Uberto e la giovane e furba serva Serpina, che rivolta ogni questione in suo favore. Per darle una lezione, Uberto afferma di voler prendere moglie e quando Serpina propone se stessa, la rifiuta, anche se in cuor suo le è già molto affezionato. Per suscitarne la gelosia, Serpina dichiara quindi che sposerà il minaccioso capitan Tempesta, il quale in realtà altri non è che Vespone, l’altro servo di casa, travestito da militare. Per garantire queste nozze, Uberto dovrebbe scucire all’impostore una dote di 4000 scudi, che è ben felice di risparmiare capitolando e accettando di sposare lui stesso Serpina. Come non perdonarle l’inganno che da serva la renderà padrona?

Come posso guardare la diretta?

🎬🖥 Per usufruire dei contenuti video in esclusiva in live streaming e condividere le emozioni della diretta con gli altri utenti, utilizzando la chat dedicata

📲 Apri il link https://teatromassimobellini.it/bellinistory/ e registrati per ricevere un notifica email 10 minuti prima dell’inizio dello spettacolo

📬 Se sei già iscritto alla newsletter, riceverai automaticamente la notifica di inizio spettacolo

🔔 Non dimenticarti di iscriverti al nostro canale YouTube per rivedere lo spettacolo che sarà disponibile on demand fino al prossimo titolo in programmazione

A cura del settore comunicazione, il ciclo “Teatro BELLINI Story” vi dà appuntamento con altri titoli di successo in programmazione sul sito ufficiale www.teatromassimobellini.it

🎭 LA SERVA PADRONA
intermezzo in due parti musicato da Giovanni Paisiello su libretto di Gennaro Antonio Federico

Orchestra del Teatro Massimo Bellini di Catania

Direttore: Marco Zuccarini
Regia: Gianni Salvo
Scene: Salvo Tropea
Costumi: Alessandra Gramaglia
Luci: Salvatore Da Campo

Il prologo e il congedo scritti dal maestro Piero Rattalino

Serpina: Gabriella Colecchia
Uberto: Tiziano Bracci
Vespone: Gianni Salvo

Registrato al Teatro Massimo Bellini di Catania, Ottobre 2004
© Tutti i diritti riservati – All rights reserved www.teatromassimobellini.it