Il Teatro Massimo Bellini allunga il passo e presenta le prossime stagioni fino all’inaugurazione 2025

CATANIA – Una nuova stagione, anzi due. Il Teatro Massimo Bellini allunga il passo, come mai prima d’ora, e annuncia non solo il  cartellone di  opere e balletti 2022-23, ma rende noto con largo anticipo anche quello del 2024. Una presentazione che abbraccia altresì la programmazione concertistica 2022-23. L’obiettivo è condividere con il mondo musicale, e prima ancora con il pubblico, il frutto concreto di una progettualità in progressiva espansione e di respiro internazionale. Lo conferma il dettaglio degli eventi illustrati nella conferenza stampa odierna, convocata nel foyer di uno dei teatri piu belli al mondo. Al tavolo dei relatori l’assessore  al turismo, sport e spettacolo  della Regione Siciliana Manlio Messina, l’assessore al personale Michele Cristaldi in rappresentanza del Comune di  Catania, il commissario straordinario del Teatro Daniela Lo Cascio, il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano. Con loro il direttore artistico Fabrizio Maria Carminati, bacchetta di chiara fama, che ha impaginato il caleidoscopico e multidisciplinare incastro di melodramma e danza, sinfonica e cameristica, con incursioni nel jazz e nella prosa. Ospite d’onore Gabriele Lavia, che nel 2024 curerà la regia di due atti unici musicati da Marco Tutino, La Lupa e Il berretto a sonagli, su soggetti palesemente tratti da Verga e Pirandello.

In particolare, Il  berretto a sonagli è una novità  assoluta, appositamenre commissionata dal  Teatro Bellini; il libretto è firmato a quattro mani  dagli stessi Lavia e Tutino. Si tratta di una produzione emblematica, a conferma dell’impegno e dell’eccellenza di un’istituzione  che – accanto ad artisti ospiti di prima grandezza – sa come far spiccare il valore delle proprie maestranze: l’orchestra, il coro istruito da Luigi Petrozziello, tecnici e amministrativi.

Sottolinea l’assessore regionale Manlio Messina: “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti dal Teatro Bellini nelle ultime stagioni, in un clima reso fertile dalla certezza dei finanziamenti assicurati dalla Regione, la quale ha altresì provveduto alla stabilizzazione dei precari, dopo un’attesa di decenni. Grazie all’azione di una gerenza illuminata e all’impegno dei lavoratori, il Bellini  ha conquistato il gradimento dell’utenza con ripetuti sold out. Allo stesso tempo è  cresciuto nella considerazione della critica, sottolineata con la vittoria agli International Classical Music Awards. per l’incisione del Pirata di Vincenzo Bellini, genius loci al quale l’ente è intitolato, e di cui è fervente testimonial nel mondo, con positiva ricaduta sul turismo culturale. Sono traguardi come questi che permettono oggi di puntare su una programmazione proiettata fino al 2025”.

Dall’assessore comunale Michele Cristaldi giunge: “un doveroso e sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile una programmazione di altissimo livello che proietta il nostro Teatro, sempre più, in una dimensione internazionale. Il Teatro Massimo Bellini ha da sempre avuto un fortissimo legame con la città, proprio per questo aver rilanciato il nostro teatro significa non solo rivitalizzare il centro propulsore della musica nel capoluogo etneo, ma anche rivalutare il teatro quale punto di riferimento culturale della città, fondamentale per la crescita civica della nostra comunità.”

Come evidenzia il commissario straordinario Daniela Lo Cascio: “Il Bellini ha adottato una strategia vincente, giocando d’anticipo nel presentare ben due stagioni. Un salto di qualità solo  ieri inimmaginabile. Se è stato possibile attuarlo, occorre darne riconoscimento e merito al Governo regionale e all’assessore Messina,  per aver consentito di appostare  le risorse nella triennalità. Altrimenti questa strada non sarebbe stata percorribile. È altrettanto degno di rilievo che i prezzi di biglietti e abbonamenti restino invariati, pur  essendo tra i più bassi della penisola. Si è voluto così esprimere vicinanza alla popolazione provata anche finanziariamente dall’emergenza sanitaria, evitando di penalizzare quanti amano la musica ma, di fronte ad un aumento, specie in questo momento di crisi postpandemica, potrebbero essere costretti a rinunciare ad assistere ad opere e concerti. Anche la scelta di predisporre alcuni spettacoli ad ingresso gratuito è la testimonianza che la nostra mission si rivela culturale prima che economica, e consiste nella priorità  di divulgare la musica e non negare ai meno abbienti la gioia di fruirne.”.

Per il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano: “È la prima volta che al Bellini si dimostra che non è utopia smettere di navigare a vista e programmare il futuro non solo prossimo. A fare la differenza è  stata la visione che il ruolo di un ente lirico deve interpretare, vuoi nel rapporto con il territorio,  l’utenza, la società civile, i giovani, la scuola;  vuoi nel confronto con le altre realtà dentro e fuori i confini nazionali. In quest’ottica va letta la valorizzazione delle radici etnee portata avanti dall’ente: penso alla recente istituzione del concerto dedicato all’anniversario della fondazione della città, penso all’altro concerto che da diverse stagioni celebra la Patrona Agata,  simbolo di una fede eroica in chiave religiosa ma anche laica. Una riflessione sull’identità che non significa  chiusura, ma si apre agli orizzonti lunghi e tersi di un interscambio cosmopolita con le istituzioni più blasonate, per sentirci – anche sul versante  artistico e culturale – in connessione con il respiro globale e cittadini del mondo”.

Fabrizio Maria Carminati si proietta avanti:  “Ora possiamo programmare a breve, medio e lungo   termine, come i teatri che si rispettano fanno da sempre, mentre noi cominciamo  adesso, dopo il rigoroso percorso di risanamento e normalizzazione portato a buon fine. Ora è finalmente possibile privilegiare una prospettiva in cui il repertorio si fonde con novità assolute, frutto di mirate commissioni che oggi  è possibile assegnare per tempo.  Un’offerta che dialoga, più che. competere, con quella dei maggiori teatri della scena mondiale, sia per contenuti e cast di altissimo livello, sia soprattutto per le sinergie instaurate con successo, come attestano le pluripremiate produzioni proprie che si intrecciano alle numerose coproduzioni”.

 

Stagione di Opere e Balletti 2022-23

Lo schema del cartellone, com’è noto, comprende cinque titoli operistici e due balletti. S’inaugura con La bohème di Giacomo Puccini, con Valeria Sepe (Mimì), Jessica Nuccio (Musetta), Giorgio Berrugi (Rodolfo). Sul podio Fabrizio Maria Carminati. L’allestimento del Teatro Massimo di Palermo porta la regia di Mario Pontiggia, con le scene di Antonella Conte e i costumi di Francesco Zito (dal 26 novembre al 4 dicembre 2022).

Il Teatro Massimo Bellini prepara a sua volta  un nuovo allestimento per Le nozze di Figaro, che vedranno sul palco Desirée Rancatore (Contessa d’Almaviva), Luca Bruno (Conte d’Almaviva), Gabriele Sagona (Figaro), Cristin Arsenova (Susanna). Dirige Beatrice Venezi, la regia è di Michele Mirabella che si avvale delle scene e i costumi di Cappellini/Licheri (dal 25 febbraio al 5 marzo 2023). Il capolavoro mozartiano sarà inoltre  al centro del progetto rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado. Gli studenti assisteranno a spettacoli diurni, concepiti per una versione ridotta ai numeri musicali  più famosi, uniti da  un raccordo narrativo, con Giulio Plotino direttore e Gino Astorina voce recitante (dall’1 al 4 marzo).

Un altro nuovo allestimento è  quello che il Bellini appronta per Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, con Rebeka Lokar (nel ruolo del titolo), Anastasia Boldyreva (Principessa di Bouillon), Devid Cecconi (Michonnet). Dirige Fabrizio Maria Carminati, regia di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, scene di Leila Fteita e costumi di Nicoletta Ciccolini (dal 25 marzo al 2 aprile).

Dopo oltre quarant’anni sul palcoscenico del Sada ritorna l’opéra-comique di Gaetano Donizetti La fille du régiment, con Giuliana Gianfaldoni (Marie), Francesco Demuro in staffetta con Valerio Borgioni (Tonio), Luca Galli (Sulpice), Madelyn Renée (Marquise). Dirige Giuliano Carella. L’allestimento del Teatro Massimo di Palermo ripropone la storica regia di Franco Zeffirelli, ripresa da Marco Gandini (dal 20 al 28 ottobre).

Memorabile è del pari la regia curata da Henning Brockhaus per La traviata verdiana allestita dal Macerata Opera Festival, con le scene di Josef Svoboda e i costumi di  Giancarlo Colis. Nei ruoli principali Daniela Schillaci che si alterna con Lana Kos (Violetta), Stefan Pop (Alfredo), Franco Vassallo (Germont). Sul podio José Cura (dall’1 al 10 dicembre).

Completano il cartellone 2022-23  due capisaldi della danza  classica: Lo schiaccianoci musicato da  Čajkovskij nella rilettura coreografica del Balletto di Milano (dal 17 al 22 dicembre), e Giselle – partitura di Adam e coreografie di Coralli, Perrot, Petipa –  presentato dal. Balletto del Teatro Nazionale dell’Opera di Bucarest, con la partecipazione dei solisti del Corpo di ballo rumeno (dal 9 al 14 maggio).

 

Stagione di Opere e Balletti 2024

Apre ancora Puccini con Turandot e Heckehard Stier direttore. Nelle prime parti Rebeka Lokar (nel title role), Angelo Villari (Calaf),  Daniela Schillaci (Liù). Regia di Alfonso Signorini e scene di Leila Fteita per l’allestimento coprodotto dal Festival Pucciniano di Torre del Lago e dal Teatro Nazionale Georgiano di Tbilisi.(dal 12 al 20 gennaio 2024).

Omaggio alla letteratura siciliana con i due melodrammi posti in musica da Marco Tutino: La Lupa, dalla novella di Giovanni Verga, su libretto di Giuseppe Di Leva, e Il berretto a sonagli, tratto dalla commedia di Luigi Pirandello, su libretto scritto a quattro mani da Gabriele Lavia e dal compositore. Quest’ultimo titolo, come anticipato, rappresenta una nuova commissione del Teatro Massimo Bellini, che sarà proposta in prima esecuzione assoluta. Dirige Fabrizio Maria Carminati, per la regia di Gabriele Lavia, raffinato mettere en scene oltre che regista e drammaturgo. Scene di Alessandro Camera e costumi di Mariana Fracasso. Nel cast il baritono Luca Micheletti (dal 9 al 17 marzo).

Torna dopo diverse stagioni Lucia di Lammermoor. Nel cast vocale Maria Grazia Schiavo (nel ruolo dell’infelice eroina) e Simone Piazzola (Enrico Asthon). Stefano Ranzani dirige la partitura donizettiana e Giandomenico  Vaccari cura la regia, scene di Alfredo Troisi. L’allestimento è una coproduzione del Teatro Giuseppe Verdi di Salerno e della Fondazione Arena di Verona (dal 26 aprile al 4 maggio).

Il Bellini ripropone il proprio allestimento del Rigoletto verdiano con la regia di Leo Nucci, Jordi Bernàcer direttore e Amartuvshin

Enkhbat nei panni del gobbo. Scene di Carlo Centolavigna e costumi di Artemio Cabassi  (dal 26 ottobre al 3 novembre).

Fabrizio Maria Carminati, a suo agio sia nel repertorio belcantistico che in quello della “giovane scuola”, dirige La Gioconda‌‌ di Amilcare Ponchielli, interpretata da Rebeka Lokar (nel personaggio eponimo), Angelo Villari (Enzo Grimaldo), Luca Micheletti (Barnaba).  Filippo Tonon è il regista di questa coproduzione che vede insieme i Teatri Lombardi dell’As.Li.Co,  il Teatro di Maribor e il Teatro Filarmonico di Verona (dal 14 al 22 ottobre).

Gli appuntamenti con Tersicore parlano linguaggi coreografici diversi, classico e contemporaneo. Titolo esemplare del balletto accademico, Il lago dei cigni di Čajkovskij viene riproposto nella coreografia di Aleksej Fadeecev, a sua volta mutuata dall’originale di Petipa e Ivanov. Corpo di ballo e solisti sono del Teatro Nazionale Georgiano di Tbilisi (dal 24 al 28 gennaio).

Roberto Zappalà, coreografo e regista di levatura internazionale nel campo della danza contemporanea  presenta una novità assoluta, il Trittico  Debussy-Ravel-Stravinskij. La Compagnia Zappalà Danza si esprime qui  su pagine celeberrime: Après-midi d’un faune, Boléro, Le sacre du printemps (dall’8 al 13 ottobre).

 

Inaugurazione Stagione di Opere e Balletti  2025

Il Teatro Bellini ha messo già in cantiere l’apertura del 2025, una  coproduzione che l’ente lirico etneo ha realizzato con il  Teatro di Zagabria e jl  Teatro la Coruña. Il titolo prescelto è l’Otello verdiano. La bacchetta è di  Fabrizio Maria Carminati, la regia di Giancarlo Del Monaco. Nelle parti principali: Gaston Rivero (Otello),  Lana Kos ed Elena Mosuc (Desdemona), Franco Vassallo (Jago), (dal 21 al 29 gennaio).

 

Stagione di Concerti 22/2023
Cifra distintiva del cartellone concertistico (12 sinfonici e 6 recital) è la prevalenza dei programmi monografici, fin dal concerto sinfonico inaugurale  dedicato ad Hector Berlioz e diretto da Vitali Alekseenok. In locandina l’ouverture di Benvenuto Cellini e la  Sinfonia fantastica (11e12 novembre 2022).

Per il ciclo “Il teatro musicale in concerto” verranno eseguite due opere: La prima è La bohème di Ruggero Leoncavallo, un’occasione per ascoltare dal vivo una partitura meno frequentata dell’omonima pucciniana, da cui si differenzia anche sul piano narrativo, peraltro più fedele alla fonte letteraria di Murger. La vicenda delle due giovani coppie rivivrà attraverso le vociv voci di Selene Zanetti (Mimì), Samuele Simoncini (Marcello), Elena Belfiore (Musette), Francesco Vultaggio (Rodolfo). La direzione è di Fabrizio Maria Carminati (11/13 dicembre).

La seconda opera in forma di concerto e frutto di una commissione del Teatro Bellini, intenzionato a ricordare il magistrato ragazzino, barbaramente assassinato dalla mafia e dedicato Sub Tutela Dei. Per il giudice Livatino, e un dramma lirico in un atto, musica di Matteo Musumeci, testi di Vincenzo Vitale. Sul podio Aldo Sisillo. Cantano Francesca Dotto soprano, Anastasia Boldyreva mezzosoprano, Scotto Di Luzio tenore, Franco Vassallo baritono, Gaetano Aronica voce recitante (20/21 gennaio)

Due anche gli appuntamenti con “Il sacro in concerto”. Il primo e con la Messa da Requiem per soli, coro e orchestra di Giuseppe Verdi, che viene eseguita in memoria del maestro Gianluigi Gelmetti, a lungo direttore principale del Teatro Massimo Bellini.  Solisti vocali Leyla Martinucci soprano, Ketevan Kemoklidze mezzosoprano,  Samuele Simoncini tenore, George Andguladze basso, Eckehard Stier direttore (13/14 gennaio 2023).

Il secondo è con Georg Friedrich Händel e il suo Messiah, oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra, con Matteo Falcier tenore, Elisa Verzier soprano, Ilaria Ribezzi mezzosoprano, Cristian Senn baritono, Markus Bosch direttore (7/8 aprile).

A Johannes Brahms  è dedicato la soirée  musicale che accosta il Concerto n. 1 in re minore per pianoforte e orchestra op. 15 e la  Sinfonia n. 4 in mi minore per orchestra op. 98. Con Ilia Kim pianoforte solista e Mārtiņö Ozoliņö direttore (27/28 gennaio).

Su Ottorino Respighi è il focus del concerto diretto da Fabrizio Maria Carminati che prevede Vetrate di chiesa,  Impressioni brasiliane, I pini di Roma (15/16 aprile).

Tra i dedicatari non poteva mancare   Ludwig van Beethoven con jl Triplo concerto in do maggiore per pianoforte, violino e violoncello, op. 56 (Alberto Ferro pianoforte, Vito Imperato violino, Andrea Waccher violoncello) e la Sinfonia n. 7 in la maggiore, op. 92; Alvise Casellati direttore (21/22 aprile).

In programma  anche un Concerto sinfonico di musica popolare, con Luciano Maria Serra direttore e arrangiatore e i solisti Mario Venuti, Rita Botto, Alfio Antico, I Lautari, Mario Incudine, Cesare Basile, Eleonora Bordonaro (10/11 marzo).

Più variegati i quattro  concerti sinfonici finali. Lukas Foss con Elegia per Anna Frank e  Dmitrievič Šostakovič con la Sinfonia n. 7 in do maggiore “Leningrado”, op. 60 sono i protagonisti del concerto sinfonico diretto da Eckehard Stier (29/30 aprile).

Un trittico di compositori,  Claude Debussy (La mer, tre schizzi sinfonici per orchestra, L 111), Joe Schittino (Dalle 10.35 alle 10.50 sur la mer, in prima esecuzione assoluta) e Modest Musorgskij (Quadri di un’esposizione orchestrazione di Maurice Ravel), compone il programma direttovda Antonino Fogliani direttore  (19/20 maggio).

Un’altra triade, affidata alla direzione di Jordi Bernàcer, da vita al programma più variegato: Aleksandr Borodin con il poema sinfonico Nelle steppe dell’Asia Centrale, Le danze polovesiane da  Il principe Igor; ancora Musorgskij con Una notte sul Monte Calvo, infine Leonard Bernstein con Chichester psalms e la suite da West Side Story (26/27 maggio).

Ancora un terzetto di compositori per il  Concerto sinfonico di chiusura: Sergej  Rachmaninov con il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra, Manuel de Falla con Sombrero des tres picos – suites n.1 e n. 2,  Maurice Ravel con Boléro. Al pianoforte Dmitry Shishkin, Pablo Mielgo direttore (9/10 giugno).

I recital

Sei i recital che prevedono le performance di  Anne Ducros e la HJO Jazz Orchestra (15 gennaio), del pianista Alexander Gajiev (29 gennaio), Le stagioni di Vivaldi e Piazzolla con Marco Serino direttore e violino solista (7 febbraio), il duo Uto Ughi violino e Francesco Nicolosi pianoforte (28 maggio), La grande Opera in Jazz con Danilo Rea al  pianoforte (4 giugno). Tra musica e prosa  si colloca La traviata sono io di Filippo Arriva, con Alessio Boni voce recitante; le musiche originali per due pianoforti di Marco Salvio, dall’opera omonima di Giuseppe Verdi, (21 maggio).

Concerti straordinari fuori abbonamento

Di rilievo sono altresì i concerti straordinari fuori abbonamento, a partire da Colapesce, opera da camera musicata da Matteo Musumeci su testo di Ezio Donato, che cura anche la regia. Lo spettacolo, riservato alle scuole primarie e secondarie di primo grado, è realizzato in collaborazione con il Teatro della Città (2/5 novembre 2022 | 28/30 marzo 2023).

L’immancabile Concerto di Capodanno sarà diretto da Eckehard Stier, un tripudio di valzer e polke in connubio con pagine tra le più belle del melodramma europeo.

Una consuetudine virtuosa caratterizza gli altri tre eventi in programma. Così  è per il Concerto in onore della Patrona, che quest’anno propone Istoria di Sant’Agata, liberamente tratta dal dramma in versi di Antonio d’Oliveri (1475),  musica di Giovanni Sollima e  testo di Filippo Arriva, direttore Salvatore Percacciolo. In collaborazione con il Teatro Stabile di Catania (2 febbraio).

Lo stesso vale per Concerto per la Repubblica che  -accende lo spirito patriottico attraverso le Musiche degli “Italiani” Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, Mascagni, Puccini. Una chicca   è  la prima esecuzione assoluta di Dioniso in Sicilia, cantata per coro e orchestra di Giovanni Ferrauto, dirige Claudia Patanè  (1 giugno).

Ai più nobili ideali storici e civici si ispira pure la Celebrazione del 2752⁰ anno

della fondazione della città di Catania, un altro tributo in musica che sancisce, non solo metaforicamente, la simbiosi tra il capoluogo etneo e il suo Teatro (30 settembre).