Trionfale Standing Ovation per Uto Ughi al Teatro Bellini di Catania

Trionfale Standing Ovation per Uto Ughi al Teatro Bellini di Catania

Venti minuti di applausi finali per il grande violinista, che dopo i bis si era ritirato in camerino convinto che le ovazioni scemassero.

A riportarlo in palcoscenico è stato il direttore artistico Francesco Nicolosi: così l’artista ha potuto rispondere all’intenso abbraccio del pubblico

Non un violinista, ma un’autentica leggenda vivente, avevamo scritto nei giorni scorsi. Sarà per questo che il carisma di Uto Ughi incanta e conquista il pubblico come solo ai più grandi virtuosi è dato fare. Addirittura stupefacente l’esito dell’esibizione che ha aperto la stagione estiva del Teatro Massimo Bellini di Catania. Dopo le ovazioni ricevute per la strabiliante esecuzione del celeberrimo Concerto di Čajkovskij, e dopo ulteriori 5 minuti di applausi per i  due bis esplosivi, il violinista si è ritirato in camerino con il suo fiammante Guarneri del Gesù, convinto che la scia degli applausi stesse ormai scemando. Sembrava insomma che la serata fosse finita in gloria, ma finita. E invece, fatto forse inedito, il pubblico che gremiva ogni ordine di posti continuava ad acclamarlo con un entusiasmo indescrivibile. Altri 5 interminabili minuti di attesa non hanno scoraggiato gli spettatori in delirio. Ma Uto Ughi, ignaro, non poteva udirli nel camerino silenzioso. Il direttore artistico Francesco Nicolosi è allora andato letteralmente a prelevarlo e quando Ughi è riapparso in palcoscenico è stato accolto da una standing ovation liberatoria, destinata a restare nella memoria di chi c’era.

E’ una cronaca bellissima da raccontare e che fa capire come la grande Musica e la grande Arte “non moriranno mai”, come il maestro ama ripetere di fronte alle misure politiche e finanziarie che costantemente penalizzano la Cultura. Felicissima dunque la scelta di scegliere un tale protagonista della scena musicale internazionale per assicurare la sontuosa inaugurazione del cartellone estivo del Bellini, prevista inizialmente nella suggestiva cornice del Teatro Antico, ma poi spostata nella sala del Sada per le incerte condizoni meteorologiche.

E Uto Ughi, allievo di un’altra figura leggendaria come il compositore George Enescu, è stato immancabilmente all’altezza delle altissime aspettative che suscita ogni sua apparizione. Un altro successo annunciato, come sempre, come accade al Nostro da più di mezzo secolo. Ogni volta è come la prima volta, a New York come a Milano come a Catania, città che ha visitato regolarmente nel corso della sua lunghissima carriera. E ai giornalisti e agli appassionati che sono andati a salutarlo, Ughi ha ribadito il suo amore per il Teatro Bellini, l’ammirazione per la sua acustica e l’architettura, e soprattutto il fermo disegno di tornare non solo per esibirsi, ma anche – come ha fatto due anni fa – per i incontare i giovani delle scuole, che saranno il pubblico e soprattutto i cittadini di domani.

Galvanizzata dalla prima parte del concerto, l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini ha affrontato con altrettanto slancio e passione un altro capolavoro di Čajkovskij, laQuinta Sinfonia in mi minore, resa con sapiente aderenza stistica grascie alla rascinante concertazione del maestro Salvatore Percacciolo, tra i più affermati direttori d’orchestra under 40 e ben noto al pubblico etneo, che lo ha tra l’altro applaudito lo scorso anno sul podio del Don Giovanni mozartiano. La stagione estiva del Teatro Massimo Bellini proseguità al Teatro Antico al 25 giugno al 6 luglio con un ricco programma di appuntamenti. Maggiori informazioni si www.teatromassimobellini.it